Giancarlo Pavanello: il futurismo è passatista

ma Giancarlo Pavanello non si riconosce nel “neo-futurismo”. il mondo moderno è già futurista, e di massa: l’avanguardia delle scritture verbo-visive sta altrove. [pochi collezionisti se ne sono accorti.]

Giancarlo Pavanello: il futurismo è passatistaultima modifica: 2009-06-29T09:04:00+02:00da auro.lauro
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Giancarlo Pavanello: il futurismo è passatista

  1. Mi ha molto colpito il tuo lavoro sulla ricerca di uscire dall’impasse in cui giace la poesia dei nostri giorni.
    Sarei molto onorato di poter avere la tua opinione su un discorso che sto cercando di portare avanti nel mio modesto blog di poesia. Mi riferisco ai post “Le poesie coi pulsanti” e “Per un dibattito (spero).
    Ho raccolto qualcuno che sembra convinto dell’idea. Per mettere su dei progetti concreti su quanto espresso abbiamo aperto un forum aperto.
    http:\poesiadigitale.altervista.org.
    (ovviamente se sei interessato a partecipare attivamente, basta contattarmi per avere accesso alla parte relativa al laboratorio).
    Ciao e buon lavoro

  2. hai individuato quanto sto cercando di fare da un anno e mezzo, circa, nella rete, ma ovviamente il senso di impasse datava da molto prima, da un ventennio, con la misura colma, per non dire dagli anni settanta. [con vie d’uscita sorgive]. non mancherò di visitare il tuo blog. Questo, ixidem.myblog.it, e un altro [poexia.myblog.it] sono nati per essere aperti soprattutto ad altri autori [il primo più sul versante verbo-visivo, il secondo maggiormente su poesia e prosa lineari.

Lascia un commento