sigle editoriali precedenti “ixidem” [prima del 1980] [foto: Rossana Apicella, il gruppo teatro itinerario]

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sigle editoriali precedenti “ixidem” 

 

[1977-1979]

 

1. Rossana Apicella,  Alla scoperta della idoglossia semantica o pseudoasemantica, pieghevole per la mostra personale di Giancarlo Pavanello, Venezia, il canale, 8-23 agosto1977, cm 19 x17,5.  In copertina: una pagina da un libro manoscritto dell’artista.

 

2. Rossana Apicella, Il Gruppo Teatro Itinerario, edizioni teatro itinerario, Venezia, 1977, cm 16,4×11,3. Opuscolo-manifesto, pp. 7 . Copertina di Giancarlo Pavanello, non firmata.  Tiratura: 500 copie numerate.

 

3. Giancarlo Pavanello, Dalla Nuova Scrittura al Teatro Elementare, Venezia, edizioni poesiateatro, 1978, cm 16,3×1,3. Opuscolo-manifesto, pp.20 [comprese la copertina e la quarta di copertina]. Copertina dell’autore, non firmata. Il saggio è stato ripubblicato  in “Salvo Imprevisti”, n. 17, 1979.

 

4. Giancarlo Pavanello, Poesiateatro 1 , Venezia, edizioni poesiateatro, 1978, cm 16,3×11,3. Programma-dépliant, pp. 3. Copertina dell’autore, non firmata.

 

5. Guido Savio, poesiarumore, Venezia, edizioni poesiateatro, 1978, cm  16,3×11,3. Opuscolo-manifesto, pp. 7. Copertina di Giancarlo Pavanello, non firmata.

 

6. [anonimo], locandina per Thomas Chatterton,  spettacolo poetico-teatrale di Giancarlo Pavanello, con Aurelio Gravina e Nadia Kent, musiche di Al Aprile, Luca Majer, Maurizio Marsico, da utilizzare per  vari spazi scenici,  s.l. [Milano], [senza sigla editoriale], s.d. [1979], cm 60×30. Stampa tipografica.

 

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3 pensieri su “sigle editoriali precedenti “ixidem” [prima del 1980] [foto: Rossana Apicella, il gruppo teatro itinerario]

  1. Sig. Pavanello, buondì. Mi sembra che lei abbia conservato un ottimo ricordo di Rossana Apicella. Perciò mi permetta di onorare la sua memoria qui, nel suo blog. Ho avuto la fortuna di conoscerla negli anni ’70, di esserne “ammaestrato”, con un certo profitto intellettuale, e di pensare tuttora a lei con affetto. Fu mia professoressa di Lettere a Padova, nel Liceo Fermi, tra il ’71 e il ’75. Ma soprattutto pesò largamente nella mia formazione umana e politica. Ricordo l’ironica, forte e saggia compagna comunista, almeno quanto la geniale e arguta critica letteraria, rispettata e stimata a livello internazionale. Ebbi la fortuna di aiutarla (materialmente: facchinaggio) nell’allestimento di due mostre di poesia visiva: ad Asolo nel ’73, ad Abano Terme nel ’74. Se la memoria non mi tradisce, c’erano opere di artisti arcinoti come Bory, Isgrò, Lucini, Marenco… Nell’82, quando morì dopo una terribile malattia, Rossana/Rosanna lasciò un vuoto incolmabile non solo nel panorama culturale internazionale, ma soprattutto in coloro che l’amarono. Chi la odiò (e non furono pochi, specie tra i fascisti e golpisti di ogni età) persero una nemica irriducibile e sapiente. Adelante! Lorenzo – P.S. conservo alcuni suoi libretti di critica letteraria, pubblicati in occasione di vernissage: se ritiene utile, posso inviargliene copia scansionata.

  2. Lorenzo, rieccomi. Ieri sera ero troppo stanco. Intanto, potremmo darci del tu… forse ho solo pochi anni più di te. Ho conosciuto Rossana Apicella intorno al 1976, quando mi parlava del “Tito Livio” di Padova, dove aveva avuto qualche contrasto. Non avevamo mai affrontato temi politici e tantomeno l’avevo qualificata come una “compagna comunista”, semplicemente la vedevo come una persona di sinistra, come me: il mio brevissimo periodo di militanza l’avevo fatto con il Partito Radicale ma di sinistra, essendoci in prevalenza una componente “liberale” (quindi di destra, sia pure pulita), il che è trasversalmente tuttora la dimensione di questo partito, in quell’epoca più un movimento d’opinione sui “diritti civili”. Ma da allora mi sono sempre occupato esclusivamente di letteratura e di arti visive. Nella “poesia”, ero entrato più nell’orbita della “poesia totale” di Adriano Spatola e non tanto nella “poesia visiva” in senso stretto. Quando mi era stata presentata, l’avevo vista isolata e abbandonata, se non peggio, e l’avevo frequentata a Padova (da Venezia), cercando di riportarla “nel giro”, presentandola a varie persone dell’ambiente artistico-letterario, con un seguito fra loro, accompagnandola in macchina fino a Trento e a Udine e ovviamente a Venezia. Poi mi ero allontanato nel 1978 quando mi sono trasferito a Milano. Le circostanze della sua morte mi sono sempre state oscure. Aveva una collezione importante di opere, fra cui alcune mie: non so che fine abbiano fatto. Ti andrebbe di continuare a restare in contatto in privato? La documentazione sulla sua attività mi interessa moltissimo, ho anch’io un suo piccolo archivio inedito, che prima o poi vorrei pubblicare: scrivimi: g.carlopavanello@virgilio.it. Potremmo anche incontrarci, se ti va, visto che ci sarebbe molto da dire e da fare. Ho uno studio a Milano e uno a Venezia-Mestre, mi sarebbe facile spostarmi in treno da Verona. Ci conto. A presto. Giancarlo

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