Léon Bloy e Morris Rosenfeld: dal blog “fuga dal tempo – l’uomo e il sacro”

FUGA DAL TEMPO

L’uomo e il sacro

 mercoledì 27 gennaio 2010

Morris Rosenfeld, il “poeta del ghetto”

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Dopo l’assassinio dello zar Alessandro II (1881), in Russia furono promulgate le leggi antiebraiche. Nei decenni successivi si verificò una vasta emigrazione degli Ebrei di Russia verso gli Stati Uniti d’America. Si formò così lo stanziamento di Ebrei che, dopo la distruzione delle Comunità europee, costituisce oggi il più grande insediamento della Diaspora ebraica nel mondo. Morris Rosenfeld (1862 – 1923), il “poeta del ghetto” cantò le illusioni e le crudeli storie di sfruttamento dell’emigazione degli Ebrei di quegli anni. Lèon Bloy tracciò uno straordinario profilo del poeta nel pamphlet Il sangue del povero, pubblicato in Italia da SE Studio Editoriale a cura di Giancarlo Pavanello. Riproponiamo il vibrante capitolo in questo spazio, con la speranza di contribuire a far conoscere uno dei più grandi poeti della Diaspora, tanto sublime quanto poco conosciuto nel nostro paese.

Dionysius Scyllacensis

 

[…] [cfr. il blog “fuga dal tempo”]

Léon Bloy, Il sangue del povero

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Nato nel 1846, Léon Bloy, fu ossessionato fino alla morte, avvenuta nel 1917, dalla certezza dell’imminente Fine dei Tempi. Una certezza che tradisce un’impazienza da eletto, da profeta e da testimone di grandi eventi, una visione apocalittica che gli è necessaria per sopportare le miserie da lui sofferte e ricercate nella ferrea volontà di seguire la propria vocazione spirituale. Il sangue del povero, composto in tre mesi nel 1909, è uno dei testi più esemplari e più estremi della sua vasta produzione letteraria: scritto in un linguaggio spigoloso e infiammato che anticipa Bernanos e l’epopea disperata di Céline, questo pamphlet inquietante e « sgradevole » trabocca di carità e di odio, di umiltà e di orgoglio. Ne Il sangue del povero Bloy si fa portavoce degli « umiliati e offesi », ai quali, d’altronde, appartenne per scelta di vita. Tuttavia il pamphlet non esprime soltanto un violento sentimento di rivolta contro le ingiustizie sociali, e non si limita a una requisitoria contro la ricchezza. Al di là del rovente processo ai contemporanei, da questo testo emerge un significato ben più radicale, profondo e scandaloso: la condanna senza appello di un mondo avviato sempre più velocemente verso la catastrofe dell’appiattimento robotizzato e edonistico.
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Dal retro di copertina di Léon Bloy, Il sangue del povero, SE Studio Editoriale, Milano 1987.

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P.S. [a cura di auro.lauro]: una curiosità: Giancarlo Pavanello aveva realizzato serate di “poesia-teatro”, da propri testi, con il titolo “il poeta nel ghetto” [con Aurelio Gravina e Nadia Kent]: il poeta nel ghetto, Banana Moon, Firenze, 1979, poi La Corte dei Miracoli, Milano, 1979, poi  TAG, Venezia-Mestre, 1979, poi Il Teatro del Guerriero, Bologna, 1979, poi Il mago di OZ, Roma, 1979. ringraziando Dionysius Scillacensis e il blog “fuga dal tempo” per l’attenzione al libro di Léon Bloy, molto denso e tuttora attualissimo.

 

commenti dei visitatori

 

15/02/2010

La lettura de “Il sangue del povero” di Léon Bloy è stata un’esperiena forte che ha ampliato il mio orizzonte culturale e spirituale… E questo lo devo un pò anche a lei.
Grazie! Dionysius Scyllacensis – Fuga dal Tempo. Scritto da: Dionysius Scyllacensis | 15/02/2010

risposta di G.P.:

ringrazio per l’attenzione. mi conforta sapere che qualcosa del mio lavoro di traduttore non è passato invano e soprattutto che, benché io sia agnostico, ci si accorga del mio interesse per la spiritualità. mi riprometto di vedere meglio il suo blog. risentiamoci. Scritto da: Giancarlo Pavanello | 15/02/2010

 

 

Léon Bloy e Morris Rosenfeld: dal blog “fuga dal tempo – l’uomo e il sacro”ultima modifica: 2012-08-13T05:45:00+02:00da auro.lauro
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