Oronzo Liuzzi: 50. la ricostruzione del paradiso terrestre [catalogazione a cura di Giancarlo Pavanello]

Oronzo Liuzzi [ ] l’isola del paradiso, 2006, 29,3×40. Cartoncini tenuti insieme da nastri adesivi, con una colomba a collage dai contorni d’oro che nasconde parzialmente alcuni enunciati manoscritti: la Terra diventa un Eden solo con la pace, che addolcisce la psiche, salvaguardando o ricostituendo la nostra spiritualità.

Enzo Miglietta: 46. la ricostruzione del paradiso terrestre [catalogazione a cura di Giancarlo Pavanello]

 Enzo Miglietta [  ] [sella mistica], 2000, 29,7×39,6. Una composizione di segni, disegni, grafie minutissime, scritture in prevalenza illeggibili, in cui l’evocazione della bicicletta viene scomposta per dare il predominio ai cerchi e alle linee rette, il tutto su uno sfondo che ricorda un sole stilizzato o il “primo motore”, al centro del quale è abbastanza intuibile la parola “amore”.

Franco Magro: 44. la ricostruzione del paradiso terrestre [catalogazione a cura di Giancarlo Pavanello]

Franco Magro [ ] bicicletta spaziale, 2000, 30×40. Una composizione materica e geometrica, l’idea di una bicicletta fantascientifica, utilizzabile sulla “Via Lattea”, tenendo presente la possibilità di una scrittura ridotta a frammenti verbali.

Sergio Vecchio: 42. la ricostruzione del paradiso terrestre [catalogazione di Giancarlo Pavanello]

Sergio Vecchio [  ] non ho santi in paradiso, [archivio/laboratorio di Paestum], 2006, 29,3×24,2. Libro di 36 pagine rilegate definito “romanzo popolare”, con l’immaginetta di S. Antonio con Gesù Bambino in copertina. Comprende acquerelli, disegni a matita e a inchiostro di china, pagine manoscritte: “non ho visto angeli attraversare il mio giardino”, “dicono che […] la bicicletta è archeologia”, “sirene … Continua a leggere

Paolo Facchi: 39. la ricostruzione del paradiso terrestre [catalogazione a cura di Giancarlo Pavanello]

Paolo Facchi [ ] [senza titolo], 2005, 21×29,7. Un foglio, o un “cartiglio”, con una definizione personale, manoscritta: “Paradiso terrestre è quel posto dove nessuno ha paura. Dove nessuno gli ficca nella testa le sue personali paure”. L’autore non individua un luogo concreto ma una dimensione mentale, da cui può derivare il reale luogo delle delizie.  

Franco Magro: 38. la ricostruzione del paradiso terrestre [catalogazione di Giancarlo Pavanello]

Franco Magro [ ] il canto del sole, 2006, 32,1×24. Un collage di frammenti verbali parzialmente sovrapposti a un vecchio cartoncino riproducente un sole antropomorfo su un ameno paesaggio collinare, è il fuoco benefico, una ricreazione ripartendo dall’alfabeto, dalla parola.